Il Po d’Amare Insieme a Corepla per un grande progetto

Sono stati presentati ieri a Roma i risultati dei primi quattro mesi di sperimentazione del progetto ‘Il Po d’AMare’, promosso da Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, dai Consorzi Corepla e Castalia, in collaborazione con l’Autorità di Bacino per il Po e con il patrocinio del Comune di Ferrara e AIPO.

Attraverso un sistema di barriere galleggianti collocato nel tratto del fiume Po in località Pontelagoscuro (FE), a 40 km dalla foce, i rifiuti affioranti sono stati raccolti e separati; quelli in plastica avviati a riciclo presso un impianto del circuito Corepla. Oltre a validare dal punto di vista tecnico il sistema di raccolta sviluppato da Castalia nell’ambito del progetto di ricerca Seasweeper, il porgetto aveva l’obiettivo di stimare qualità e quantità dei rifiuti presenti lungo quasi l’intero corso del fiume.

COME FUNZIONA?

La raccolta si basa sul sistema sviluppato da Castalia nell’ambito del progetto di ricerca Seasweeper, ovvero barriere in polietilene che intercettano la plastica galleggiante e altri rifiuti trasportati dal fiume, che possono essere recuperati e, dove possibile, avviati a riciclo. Il sistema di barriere non interferisce con la flora e la fauna del fiume, in quanto la raccolta viene eseguita solo nella parte superficiale della colonna d’acqua.
Piccole barche (‘Sea hunter’) si occupano di recuperare i rifiuti galleggianti – soprattutto plastica, materiali legnosi e canne – e di portarli a riva dove sono raccolti in cassoni. Questi vengono trasportati all’impianto Transeco a Zevio (VR), a circa 75 km di distanza, dove avviene una prima separazione delle diverse frazioni del rifiuto, con la selezione della componente plastica da inviare a successivi trattamenti e lo smaltimento della frazione estranea non recuperabile.
Protomax casetta riciclataUna volta separato, il rifiuto plastico è destinato al centro di selezione DRV di Legnago (VR), una delle piattaforme Corepla, per essere suddiviso, mediante sensori ottici, nelle diverse frazioni polimeriche per l’avvio al riciclo o al recupero energetico.
Il materiale plastico idoneo per il riciclo meccanico, in particolare, viene quindi inviato alla società Skymax di Fonte (TV) per la produzione granulo rigenerato, successivamente spedito all’azienda inglese Protomax per contribuire alla realizzazione di una casetta/rifugio, nell’ambito del progetto “Il Po d’AMare diventa solidale” presentato all’ultima edizione di Ecomondo (foto a sinistra).

I costi del progetto pilota sono interamente coperti da Castalia e Corepla.

 

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8 Aprile 2019